Medea Teixeira è ben conosciuta nella scena della fotografia di nudo e di erotica. Italo-brasiliana, trentenne, per chi la segue sui vari social network, risulta una personalità entusiasta e provocatoria. Da tempo aspettavamo l’occasione giusta per proporla su Fluffer, e questa lunga intervista accompagnata da una selezione di magnifiche immagini, è stata la scusa perfetta!

Signori e signore, Medea Teixeira:

Quali sono i motivi che ti hanno spinta verso la carriera di modella?
La scelta di essere una modella è avvenuta nel 2005. Un po’ per caso, grazie ad un’amica che conosceva un fotografo. Volevo provare un’esperienza diversa, provare a farmi fotografare, a lasciarmi andare, sentirmi bella ed accettare il mio corpo, che non è perfetto. Può sembrare strano, ma per anni non accettavo per nulla la mia fisicità. Non mi rendevo conto di essere speciale e bella, anche se non ero né magra, né alta, come le classiche modelle da copertina. Anni fa la figura della modella alternativa, della alt model, era poco conosciuta ed anche i fotografi che si interessavano della “scena” erano molto pochi. Non è stato facile, ma più accettavo la mia piccola bellezza, più avevo voglia di farmi fotografare, è stato terapeutico. Tanto terapeutico da rendermi felice, e avvicinarmi alla fotografia, che poi è diventata una mia grande passione, di cui non posso più fare a meno. All’inizio facevo varie tipologie di foto, poi ho capito che il nudo ed il nudo erotico in particolare, era il genere che amavo di più. Così nacque Medea Teixeira, forse la prima modella in Italia che faceva foto spinte senza aver paura dei giudizi della gente. Mi sentivo libera. Mi sentivo me stessa. Il successo è arrivato da solo, poco a poco.

Photo Alan Maglio

Photo Alan Maglio

Cos’è che non perdi mai di vista, quando posi?
Non perdo mai di vista l’energia, quella che voglio trasmettere in uno scatto. È importante sentirsi bene, ed avere un buon feeling con il fotografo. Devi seguire la luce, avere delle buone pose e una grande espressività. Ci sono alcune foto che sembrano semplici, dove la modella può sembrare perfettamente comoda e a suo agio. Invece magari sei su uno scoglio scivoloso, con un vento incredibile e un freddo bestiale. Ma devi cercare di rimanere in bilico e far sembrare il corpo morbido ed il viso rilassato e seducente. In realtà… speri solo di non ucciderti e vorresti scappare via. Però lo fai, perché credi in quella foto. E devi metterci tutta te stessa… il lavoro di modella non è sempre una pacchia! Ah ah ah!

Ti sei mai sentita fraintesa per via del tuo lavoro, delle foto che fai?
Certo che sì. La maggior parte delle persone vedendo le mie foto pensa che io sia una panterona porcona mangiauomini. Come in ogni ambiente devi sopportare pettegolezzi, critiche, frecciatine dalle colleghe e avances dei fotografi o del pubblico. Si sono dette molte cose su di me, ma ho cercato di farmi scivolare tutto addosso. Come si dice? Che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli. E questo è. Non starai mai simpatica a tutti, soprattutto se fai foto di un certo tipo, ed hai anche successo.

Photo Marcel Swan

Photo Marcel Swan

Cosa deve fare un fotografo per tirare fuori il meglio da te?
Grande pazienza, perché con me ce ne vuole! Una visione fotografica simile alla mia e la voglia di mettersi in gioco e divertirsi. Deve essere un divertimento, se uno sta bene e si lascia andare, può tirare fuori immagini stupende.

Com’è stato il rapporto col tuo corpo nel corso degli anni?
Negli anni sono cambiata molto ed ho cercato sempre di accettarmi e valorizzare i miei punti forti. Prima non mi piacevo ed adesso sono orgogliosa delle mie curve in più e del mio viso lentigginoso e rotondo. Sono bella perché sono io, l’energia di una persona fa tantissimo, puoi essere bellissima ma risultare «piatta»… nel mio caso credo che si percepisca tutto quello che posso avere dentro (senza doppi sensi!) nel bene e nel male, e ne sono ben felice.

Photo Riccardo Giordano

Photo Riccardo Giordano

Quali sono le tue passioni al di fuori della fotografia erotica?
Girano tutte intorno al mondo dell’arte, amo la letteratura, amo la musica, amo cantare e scrivere. Amo la radio e infatti sto iniziando a collaborare con una web radio. E
 poi… adoro il cibo. Cucinare e mangiare mi rende felice. Forse, in una scala di importanza, il cibo viene prima della fotografia. Ehehe.
Poi adoro le moto, prendere e partire, dormire in tenda e stare con gli amici, tra un bicchiere di vino, un cielo stellato. O dormire in spiaggia, vicino al mare. Dopotutto sono una persona semplice, anche se magari non sembra. Più pane e salame che ostriche e champagne. Ah ah ah!

Una qualità estetica ed una caratteriale che non ti lasciano indifferente in un uomo.
L’odore della pelle si può definire una qualità estetica? Non saprei, forse no. Di solito a detta di tutti mi piacciono gli uomini bruttini, duri fuori e morbidi dentro. Ahaha! 
Comunque… vediamo… spalle grosse e grande dolcezza, può andar bene?

Photo Paolo Del Frate

Photo Paolo Del Frate

Due difetti che ti disturbano?
L’arroganza e la stupidità. Non so se la stupidità si possa definire un difetto ma ultimamente vedo tanta aridità in giro… tante parole, chiacchiere, scontri per il nulla. Tantissima energia sprecata.

Vorrei che le persone fossero più umili, più gentili, più vere, che fossero attaccati di più alle cose veramente importanti della vita invece che (almeno per quanto riguarda questo mestiere) arrivare al successo a tutti i costi. Magari passando sopra alle persone, rendendo la fotografia, per me donna da accarezzare, una troia da portare al bar solo per farsi vedere fighi, per un tempo davvero relativo. L’arrivismo, ecco, non amo l’arrivismo.
Vengo spesso accusata di essere scontrosa. Una persona non facile, soprattutto via web, e probabilmente è vero. Sento sempre il bisogno di dire la mia e spesso uso toni molto duri. Amo essere sincera, sia con le parole, sia con le mie foto. Eccomi, sono questa, oppure questa è “la mia verità”. Prendimi o ascoltami. Ti sbatto in faccia il mio corpo e ti sbatto in faccia ciò che penso. A volte faccio incazzare e non vengo capita, ma non importa. Sono sincera con gli altri e con me stessa. Se mi conosci via web forse mi eviti, ma dal vivo posso conquistarti. Ci vuole pazienza, è vero, ma so di essere “molto” e di avere molto da dire. E che forse nessuna foto riuscirà mai a cogliere. Cerco di fare del mio meglio, soprattutto in questi ultimi anni, per trasmettere qualcosa in più.

Photo Thomas Woland

Photo Thomas Woland

E il futuro cosa riserva, a Medea?
Continuerò a posare, magari in modo più selettivo. Comincerò la collaborazione in radio e sto tornando ad esibirmi, come performer, affiancando i Rosario Gallardo [foto delle performance si possono vedere qui, qui e qui, ndr], e le loro azioni erotiche ed artistiche. Sto anche per lanciare un blog culinario, dove finalmente potrò sfogare la mia grande, vera passione: la cucina! Non so cosa mi riserva il futuro, ma di certo non smetterò di essere «Medea Teixeira, quella che fa foto nuda ed ha un carattere di merda». Ahahaha!

Tra tutte le foto che ti hanno scattato, tra le foto che presentiamo qui assieme all’intervista, qual è la tua preferita (o le tue preferite)?
Non so se ho delle foto preferite, sai? Una foto diventa la mia preferita appena si fa ma subito dopo quel momento cambia, tutto si evolve, e capisco che ci sono milioni di immagini che si possono fare. E che non è stato ancora fatto niente! Per quanto mi riguarda è difficile essere totalmente soddisfatta! Sono felice delle foto con Luca Rubbi e altri che ben mi conoscono e hanno afferrato ciò che sono ma… ti dirò, per me conta più una foto così [vedi sotto, ndr], dove si vede la mia passione per il cibo che mille foto di dita nella topa! Eheheh!

Medea Teixeira: facebooktumblr | instagram | twitter

— intervista raccolta da Eresia Pennypacker (con la collaborazione di Dario Morgante)

«Per me conta più una foto così, dove si vede la mia passione per il cibo che mille foto di dita nella topa!» (Photo Luca Rubbi)

«Per me conta più una foto così, dove si vede la mia passione per il cibo che mille foto di dita nella topa!» (Photo Luca Rubbi)

Photo Marc Houvert

Photo Marc Houvert

Photo Walter Faustini

Photo Walter Faustini

Photo Luca Rubbi

Photo Luca Rubbi

Photo Sam Bea

Photo Sam Bea

Photo Thomas Woland

Photo Alexander Gonzalez Delgado

Photo Alexander Gonzalez Delgado

Photo Roger Rossel

Photo Roger Rossel

Photo Riccardo Sirica

Photo Riccardo Sirica

Photo Riccardo Sirica

Photo Riccardo Sirica

Photo Pasquale Maria Salerno

Photo Pasquale Maria Salerno

Photo Paolo Del Frate

Photo Paolo Del Frate

Photo Marco Michieletto

Photo Marco Michieletto

Photo Luca Rubbi

Photo Luca Rubbi

Photo Luca Rubbi

Photo Luca Rubbi

Photo Luca Rubbi

Photo Luca Rubbi

Photo Luca Mata

Photo Luca Mata

Photo Luca Mata

Photo Luca Mata

Photo Lady Tarin

Photo Lady Tarin

Photo Joseph Del Duca

Photo Joseph Del Duca

Photo Giorgio Violino

Photo Giorgio Violino

Photo Franco Marchesi

Photo Franco Marchesi

Photo Franco Marchesi

Photo Franco Marchesi

Photo Emanuele Cassina

Photo Emanuele Cassina

Photo Eduardo Pasero

Photo Eduardo Pasero

Photo Davide Bernardi

Photo Davide Bernardi

Photo Davide Ambroggio

Photo Davide Ambroggio

Photo Danilo Pasquali

Photo Danilo Pasquali

Photo Danilo Pasquali

Photo Danilo Pasquali

Photo Corrado Dalcò

Photo Corrado Dalcò

Photo Beniamino Gelain

Photo Beniamino Gelain

Photo Ana Mereuta

Photo Ana Mereuta

Photo Alexander Gonzalez Delgado

Photo Alexander Gonzalez Delgado

Photo Alexander Gonzalez Delgado

Photo Alexander Gonzalez Delgado

Photo Alexander Gonzalez Delgado

Photo Alexander Gonzalez Delgado

Photo Alessandro Citti

Photo Alessandro Citti

Photo Alberto Buzzanca

Photo Alberto Buzzanca

Photo Alberto Buzzanca

Photo Alberto Buzzanca

Photo Alan Maglio

Photo Alan Maglio

Photo Alan Maglio

Photo Alan Maglio

Photo Adolfo Valente

Photo Adolfo Valente

Photo Roger Rossell

Photo Roger Rossell

Photo Roger Rossell

Photo Roger Rossell

 

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